Meer
domenica, 26 aprile 2026
Colpire impianti di desalinizzazione significa aggredire direttamente la sopravvivenza di milioni di civili
In un contesto aggravato dalla crisi climatica, il controllo delle risorse idriche diventa una leva di potere geopolitico
Nel Medio Oriente del 2026 l’acqua è diventata una nuova frontiera del conflitto, trasformandosi da risorsa vitale a bersaglio strategico
Le conseguenze di questa escalation non si fermano al Golfo, ma si propagano fino al Mediterraneo e all’Europa attraverso instabilità, migrazioni e crisi economiche
La guerra dell’acqua è una violenza silenziosa che non esplode, ma prosciuga lentamente vita, salute e dignità

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