Meer
lunedì, 25 maggio 2026
Alcuni viaggi modificarono il senso stesso dello spostamento, trasformando semplici tragitti in occasioni inattese di incontro e confronto umano
Viaggiare significava anche entrare in sintonia con il mezzo, compensandone i limiti attraverso attenzione continua, istinto e memoria della strada
Il viaggio iniziò come esercizio di autonomia: guidare significava uscire dai confini abituali e trasformare ogni strada in una possibilità di scoperta
I lunghi tragitti notturni tra Firenze e la Puglia diventarono un rito collettivo fatto di soste, conversazioni, silenzi e resistenza alla fatica
Tornare anni dopo sugli stessi percorsi mostrò quanto il viaggio dipenda non solo dai luoghi attraversati, ma anche dall’età, dallo sguardo e dalle condizioni interiori di chi guida

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