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sabato, 7 febbraio 2026
Una donna regge uno striscione che chiede la fine della guerra e dichiara il suo sostegno all’Ucraina
«Sì all’Europa, no alla legge russa» 28/04/2024. Manifestazione di massa a favore dell’UE a Tbilisi, in Georgia nella Piazza della Prima Repubblica. Le masse sono in strada per difendere una traiettoria democratica e un orizzonte comune
Due mani che reggono due bandiere che non si guardano mai davvero. L’azzurro e il giallo dell’Ucraina tremano nell’aria come un respiro trattenuto; il bianco, il blu e il rosso della Russia pesano come una memoria che non trova pace. Tra i due c’è uno spazio invisibile, carico di storia, di dolore e di parole non dette. Le bandiere sono ferite aperte e identità che si cercano e si respingono. Eppure, nelle mani che le sorreggono, resta un gesto umano, fragile e potente
Proteste della diaspora russa contro la guerra in Ucraina a Krakow, Polonia. Protestare diventa un atto personale, prima ancora che politico
Proteste pro-democrazia a Tbilisi, in Georgia nel 2024. Una città che si riempie di corpi e di futuro: la folla diventa voce europea

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