Meer
sabato, 7 febbraio 2026
La cima isolata tra le nuvole innevate sembra custodire un segreto antico: che nella solitudine e nel silenzio si può percepire la vastità della vita in modo più puro
L’immagine cattura l’essenza della solitudine come esperienza universale, dove il buio non è minaccia ma spazio di riflessione
La montagna tace, il lago riflette, il cielo si apre come una galassia. La notte dilata lo spazio: sopra, l’infinito; sotto, un silenzio profondo
Ogni cresta e ogni pendio bianco raccontano la quiete di chi resta solo, dove il silenzio non è vuoto ma compagno, e la solitudine diventa un rifugio fragile e potente
Un corpo immerso nell’ombra, dove il rumore si ferma. La solitudine come spazio, non come mancanza

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